seduzione e corteggiamento amore e psiche in attraction

SEDUZIONE: Significato, Etimologia e Definizione di Seducere

Che cos’è la Seduzione?

Domanda cruciale e pregna di considerazioni.

Quante volte mi sono posto questo interrogativo e quante volte ho ricevuto risposte, dagli altri, dai loro feedback, da me stesso e dalle mie convinzioni.

Posto che ho perso il conto delle persone che ho conosciuto all’interno di questo settore che, puntualmente, hanno tentato, direttamente o meno, di dare una definizione matematica ad un concetto così astratto, è arrivato finalmente il momento di fare chiarezza in modo definitivo.

1) SEDUZIONE: Definizione

La prima cosa da fare quando si è alla ricerca della Definizione di un Termine è sicuramente cercare presso i vari Vocabolari. Facendo quindi una ricerca approfondita nei vari dizionari ed enciclopedie arriviamo a diverse definizioni sulla parola Seduzione.

Secondo “Il Nuovo De Mauro” ce ne sono addirittura 4:

1. conquista amorosa operata con il fascino o con lusinghe e promesse;
2. estens., allettamento, attrazione esercitata sulla mente o sull’animo: la seduzione della letteratura, della musica; la seduzione del potere, del successo;
3. capacità di una persona di suscitare attrazione fisica;
4. OB istigazione ad allontanarsi dal bene e a volgersi al male o al peccato.

Nel “Grande Dizionario Italiano” della Hoepli ce ne sono altrettante, seppur con forma e contenuto diversi:

1. lett. Allettamento al male, alla colpa; traviamento, corruzione: s. a pericolose dottrine;
2. estens. Attrattiva, fascino, incanto: una donna di grande bellezza e s.; era impossibile resistere alla s. delle sue parole; cedere alla s. di facili guadagni;
3. La cosa che seduce: le seduzioni della vita;
4. DIR Reato, oggi soppresso, compiuto dall’uomo coniugato che, facendosi credere celibe e promettendole di sposarla, induceva una minorenne ad avere rapporti sessuali con lui.

Nel “Vocabolario Treccani” troviamo invece queste 2 definizioni:

1. a. letter. Genericam., azione diretta a indurre al male, mediante allettamenti, e il risultato di tale azione; corruzione.
b. estens. Capacità di sedurre, attrattiva, fascino: la s. della musica, della poesia, dell’arte; cedere, resistere alle s. del successo, del denaro; la sua s. è irresistibile; un attore capace di esercitare una grande s. sul pubblico. Talora, le cose stesse che seducono: le s. della vita, del mondo.
2. Con senso specifico, nel diritto italiano, delitto contro la moralità pubblica e il buon costume commesso da chi, con promessa di matrimonio e facendosi credere celibe, ha rapporti sessuali con una donna minorenne (è stato abrogato nel 1996).

Se questo insieme di definizioni sembrano essere no sense, superficiali, confusionarie ed in antitesi tra loro, ecco che Garzanti Linguistica, in merito alla Seduzione, ci dà addirittura delle definizioni tautologiche e non si tira indietro dal fare direttamente un “bel minestrone”:

1. capacità di sedurre; fascino, attrattiva: tecniche di seduzione; la seduzione della musica, del successo;
2. il sedurre, l’essere sedotto: forza di seduzione | la cosa stessa che seduce: le seduzioni della vita.

Se poi la logica in questo caso ci fa addentrare nella ricerca della parola “Sedurre” per capirne di più, allora scopriamo che per Garzanti la definizione non esiste: troviamo infatti 3 verbi di riferimento, ossia “conquistare”, “ammaliare” ed “affascinare”.

A questo punto la domanda sorge spontanea: qual è quindi la Definizione di Seduzione?

La risposta è deludente: purtroppo, le fonti (sulla carta, secondo la massa,) autorevoli sembrano molto vaghe, superficiali e caotiche sull’argomento, e ci costringono a dire che non esiste una sola definizione e che quindi la parola Seduzione è soggetta a diverse interpretazioni (questo è uno dei motivi principali del mix di diffidenza/confusione/titubanza nei confronti di questo mondo, da parte delle persone che ancora non ci conoscono).

Dobbiamo pertanto rassegnarci all’ignoranza ed al caos? Non è nel nostro Stile: facciamo un passo indietro ed analizziamo la parola Seduzione.

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"Ulisse e Le Sirene" di Herbert James Draper - Anno 1909 - Olio su tela - 213 x 177 cm - Ferens Art Gallery (Kingston upon Hull)

2) SEDUZIONE: Etimologia

Facendo ulteriori ricerche approfondite nei vari dizionari, troviamo diverse fonti sulla Seduzione, dal punto di vista etimologico:

1 – dal latino seductio -onis, tirare in disparte; originariamente deriva dal latino seducere ossia ” condurre via ” 1

2 – seduzióne (ant. soduzióne o sodduzióne) s. f. [dal lat. seductio -onis, der. di seducĕre «sedurre» (propr. «il tirare in disparte, separazione»), nel sign. assunto nel linguaggio eccles.]. 2

3 – dal latino sedùcere – p.p. sedùctus – composto di se indicante separazione (v. se-prefisso) e dùcere condurre, menare (v. Duce)
(propr. Separare, ossia Condurre fuori dal retto cammino, distorre dal bene, specialmente con astuzia e lusinghe, e tirare al male.) 3

Se anche in questo caso speravamo di schiarirci le idee, allora puntualmente veniamo smentiti dalla realtà: le interpretazioni su questa parola sono davvero tante e sembrano tendenti ad un’accezione negativa.

A questo punto non ci rimane che trovare da noi una soluzione al problema: prendiamo il nostro Dizionario di Latino (come ai tempi del Liceo, quando si facevano le traduzioni delle versioni di Latino in classe) e cerchiamo di capirci di più, mettendoci alla ricerca di “seduco” (sul vocabolario di Lingua Latina i verbi sono collocati sempre in 1a persona singolare):

4 – sēdūco, is, duxi, ductum, ĕre, 3 tr.,

condurre in disparte: me senex seduxit, il vecchio mi trasse in disparte, PL. As. 362; singulos separatim seducere, prendere in disparte a uno a uno, LIV. 30, 5, 5; a te seductus est, è stato messo al sicuro da te, CIC. Fam. 10, 28, 1; te a peste seduxit, ti ha salvato dalla rovina, CIC. Phil. 13, 22; vacuos seducere ocellos, volgere liberi gli occhi altrove, Prop. 1, 9, 27;
separare, dividere; distinguere: quiddam a corporibus seductum, qualcosa che è distinto dai corpi, SEN. Ep. 117, 13; (specula) seducunt imagines suas, (gli specchi) separano le proprie immagini, SEN. Nat. 1, 5, 5; cum mors anima seduxerit artus, quando la morte avrà separato il corpo dall’anima, VERG. Aen. 4, 385; seducunt castra, dividono l’esercito in due parti (detto di uccelli), OV. Met. 13, 611; muliebre nomen ex quo te virtutes tuae seduxerunt, il nome di donna al quale le tue virtù ti hanno fatto estranea, SEN. Dial. 12, 16, 5; subito seducimur imbre, siamo separati da uno scroscio di pioggia improvviso, OV. Fast. 4, 385;
sedurre, corrompere, Eccl.[sē- 1 + dūco]. 4

Abbiamo aperto il “Vaso di Pandora”: qui le interpretazioni della parola tendono ad un’accezione tutt’altro che negativa, al punto che seduzione, secondo un’interpretazione di Cicerone (uno dei massimi esponenti della Letteratura Latina, nonchè avvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano, vivente nel periodo 106 a.C. – 43 a.C.), significa addirittura “mettere al sicuro”.

Tuttavia, per una completezza di informazioni sulla seduzione, occorre un ultimo passaggio, ossia la scomposizione della parola “seducere”.

Seducere è composto dal prefisso “se” (pronome personale riflessivo) + “ducere” (verbo).

Per comodità partiamo dalla traduzione del verbo duco:

Ducere = arrivare; condurre/guidare; portare; uscire. (clicca il pulsante sotto per accedere all’intero lemma). Pensiamo infatti all’immagine storica del Dux, che era la guida, ovvero il condottiero.

Clicca Qui per la Traduzione Completa di ``Duco``

dūco, is, duxi, ductum, ĕre, 3 tr.

a) tirare, trarre, trarsi dietro, tirare a sé, attirare, prendere: ducere frena manu, tirare le redini con la mano, OV. Met. 15, 518; crinem sidera ducunt, le comete trascinano la coda, VERG. Aen. 5, 528; (hanc) capellam vix duco, a stento mi tiro dietro questa (capretta), VERG. Buc. 1, 13; cornu duxit, tirò a sé il corno (dell’arco), VERG. Aen. 11, 860; ducit remos, rema, OV. Met. 1, 294; PONT. 1, 5, 40; poterit magnes non ducere ferrum, la calamita potrebbe non attirare il ferro, Prop. 4, 5, 9; piscem ducitis hamo, prendete un pesce all’amo, OV. Her. 18, 13; fig. soporem ducere, conciliare il sonno, TIB. 1, 2, 80; ducere colorem, prendere colore, VERG. Buc. 9, 49; ubi primum ducta cicatrix, appena si forma la cicatrice, LIV. 29, 32, 12; rima quam duxerat, la spaccatura che aveva subito, OV. Met. 4, 65; initium ducere, cominciare, CIC., QUINT.; ► assol.: sibi quisque ducere, ciascuno tirare a sé (al proprio tornaconto), SALL. Iug. 41, 5;
b) fig. trascinare, indurre, allettare: si quis gloria ducitur, se qualcuno si lascia allettare dalla gloria, CIC. Verr. 3, 143; me ad credendum tua ducit oratio, le tue argomentazioni mi inducono a darti credito, CIC. Tusc. 2, 42; sedurre, menare per il naso: ducere aliquem dictis (TER.) o promissis (PROP.), sedurre con buone parole o promesse, menare per il naso;
c) tirare (il filo): fila ducunt, filano, OV. Met. 14, 265; subtemen inter ductum stamina, trama fatta passare attraverso l’ordito, OV. Met. 6, 57; stamina ducere, ordire la tela, TIB. e a.; fig. carmina ducebam, componevo carmi, OV. Trist. 1, 11, 18;
d) contrarre: os (CIC.), vultum (OV.) ducere, storcere il volto, far smorfie;
e) tirare fuori: vagina ducere ferrum, tirar fuori la spada dal fodero, OV. Fast. 4, 929; ducere sortes, estrarre le sorti, CIC. e a.; ducere aliquid o aliquem sorte, estrarre una cosa, uno a sorte, CIC. e a.;
tirar dentro di sé, aspirare: quae spirito in pulmones anima ducitur, l’aria che viene aspirata nei polmoni con la respirazione, CIC. Nat. deor. 2, 138; frigus ducere, aspirare la frescura, OV. Met. 10, 129; pocula Lesbii duces, sorseggerai bicchieri di vino di Lesbo, HOR. Carm. 1, 17, 22;
tirar su, tirare in lungo o in largo, condurre, tracciare, formare: fossam ducere, tracciare un fossato, CAES. e a.; parietem per vestibulum ducere, far passare un muro attraverso il vestibolo, CIC. Mil. 75; cum primas modo lineas duxissent, dopo aver tracciato solo delle prime linee di massima, QUINT. 2, 6, 2; vivos ducent de marmore vultus, trarranno dal marmo figure vive, VERG. Aen. 6, 848;
tirare, stendere: an potius optem ut digitulos meos ducat?, o piuttosto dovrei desiderare che mi stirasse le dita?, SEN. Ep. 66, 53; fig. trascorrere, prolungare, tirare in lungo: aetatem in litteris duxisse, aver passato la vita nelle lettere, CIC. Fin. 5, 50; nox ducebatur, si prolungava la notte, PLIN. Ep. 6, 31, 13; in noctem rem duxerant (altri mss. deduxerant), avevano prolungato la lotta fino alla notte, CAES. B. C. 3, 51, 6; longius bellum ductum iri existimans, ritenendo che la guerra sarebbe stata tirata in lungo, CAES. B. C. 3, 42, 3; bellum ducere, differire la decisione della guerra o differire la battaglia (CAES. B. C. 2, 18, 6; 37, 6) oppure condurre la guerra (CAES. B. G. 1, 38, 4) o tirare in lungo la guerra (CIC. Fam. 7, 3, 2); diem ex die ducere, differire di giorno in giorno, CAES. B. G. 1, 16, 4;
tirare da, derivare, dare inizio, ► con ex o ab e l’abl.: ab eundo nomen est ductum, il nome (di Giano) è derivato dal verbo ire, CIC. Nat. deor. 2, 67; a qua totius vitae ducat exordium, da cui far derivare l’ordito di tutta la vita, CIC. Fin. 5, 18; officia quae ex communitate ducantur, quei doveri che derivano dalla società, CIC. Off. 1, 153; cum ab eodem verbo ducitur saepius oratio, quando il discorso si comincia, ha inizio più volte con la stessa parola, CIC. Or. 135;
contare, annoverare, considerare: XC medimnum duximus, abbiamo contato novantamila medimni, CIC. Verr. 4, 116; ► con in e l’abl.: non duco in hac ratione eos, non comprendo in questo calcolo quelli, CIC. Verr. 4, 116; aliquem in hostium numero ducere, mettere uno nel numero dei nemici, CIC., CAES.; virtutem in bonis ducere, annoverare la virtù tra i beni, CIC. Fin. 3, 10; ► con numero o loco: deorum numero eos solos ducunt, annoverano tra gli dèi solo quelli, CAES. B. G. 6, 21, 2; vos adfinium loco ducerem, considerassi voi come parenti, SALL. Iug. 14, 1; ► con pro e l’abl.: innocentia pro malivolentia duci coepit, l’integrità cominciò a considerarsi malanimo, SALL. Cat. 12, 1; ► con in e l’acc.: ne quis modestiam in conscientiam duceret, per impedire che qualcuno prendesse la mia modestia per confessione di inferiorità, SALL. Iug. 85, 26; ► col gen. di stima: ducere aliquid parvi, pluris, minoris, pro nihilo, stimare una cosa poco, più, meno, niente, CIC. e a.; ► col dat.: quod apud Numidas honori ducitur, la qual cosa è titolo di onore presso i Numidi, SALL. Iug. 11, 3; si quis despicatui ducitur, se qualcuno è disprezzato, CIC. Flacc. 65; stimare, riguardare, credere, CIC. e a.: ► con l’acc. e l’inf.: biennium sibi satis esse duxerunt, pensarono che due anni fossero loro sufficienti, CAES. B. G. 1, 3, 2; ► col doppio acc.: se magistrum equitum ducere, credersi il comandante della cavalleria, LIV. 8, 31, 4; al pass. ► col doppio nom.: sic… ut (ille) victor duceretur, così… che egli fu giudicato vincitore, NEP. Ages. 3, 6;
condurre: reliquos secum ducere decreverat, aveva stabilito di condurre con sé gli altri (capi), CAES. B. G. 5, 5, 4; loris ducere equos, condurre i cavalli per le briglie, LIV. 35, 34, 10; unum (iter), vix qua singuli carri ducerentur, l’una (strada) per dove i carri a stento potevano essere condotti ad uno ad uno, CAES. B. G. 1, 6, 1; aquam ducere, condurre, far passare l’acqua, CIC., LIV.; quo te pedes? an, quo via ducit, in urbem?, dove sei diretto? forse in città, dove la strada conduce?, VERG. Buc. 9, 1; se ducere, andare, svignarsela, partire: ► con in o ad e l’acc.: ad regem me ducam, correrò dal re, PL. Amph. 1042; ► con a, ab o de o e, ex e l’abl.: me duco de arbore, scendo dall’albero, PL. Aul. 708; duc te ab aedibus, va’ via dalla casa, PL. Bacch. 593;
nel ling. uffic., condurre (in tribunale, in carcere ecc.): ducere aliquem in carcerem, CIC. e a.; ducere aliquem in ius, condurre uno in tribunale, XII Tab., LIV.; ducere aliquem ad mortem, condurre uno alla morte, CIC. e a.; il semplice ducere talora, condurre in prigione, CIC. e a., pass. duci, essere condotto alla morte: iubet duci utrumque, fa condurre l’uno e l’altro al supplizio, SEN. Dial. 3, 18, 4 ecc.;
nel ling. milit., condurre (un esercito), fare avanzare (un esercito): ab Allobrogibus in Segusiavos exercitum ducit, conduce l’esercito dal territorio degli Allobrogi a quello dei Segusiavi, CAES. B. G. 1, 10, 5; Uticam exercitum ducit, fa marciare l’esercito verso Utica, CAES. B. C. 2, 26, 1; ► assol., marciare, cioè condurre l’esercito: Fabius iugis ducebat, Fabio marciava per i monti, LIV. 22, 18, 6; ducere ad castra, marciare verso l’accampamento, LIV. 5, 28, 9 ecc.; essere alla testa: auxiliariae cohortes ducebant, mox prima legio, le coorti ausiliarie aprivano la schiera, subito dopo (seguiva) la prima legione, TAC. Ann. 1, 51, 2; capitanare, comandare (un esercito): ducere exercitum, comandare un esercito, CIC. e a.; primum pilum ducere, comandare la prima centuria del primo manipolo della prima coorte, CAES., LIV.; ordinem ducere, comandare una centuria, CAES. B. C. 3, 104, 3; eundem ordinem duxerat, aveva rivestito lo stesso grado (di primipilo), CAES. B. C. 1, 13, 4; fig. familiam ducere, avere il primo posto nella famiglia, CIC.; ducere classem, essere il primo della classe, QUINT. 1, 2, 24;
condurre (in casa la moglie o l’amica), sposare: uxorem ducere filiam alicuius (CIC.) o filiam alicuius in matrimonium ducere (CAES.), sposare la figlia di uno; ducere amicam, portarsi in casa l’amica, PL. Stich. 426; il semplice duco talora sposarsi: dic te ducturum, di’ che ti sposerai, TER. Andr. 383; ducere ex plebe, sposare una donna della plebe, LIV. 4, 4, 7; fig. vitem viduas ducit ad arbores, congiunge le viti ai vedovi alberi, HOR. Carm. 4, 5, 30;
condurre, organizzare: ducere pompas, condurre processioni, VERG. Georg. 3, 22; OV. Fast. 6, 405; ductura triumphos, per guidare trionfi, LUC. 10, 65; choros ducit, guida le danze, HOR. Carm. 1, 4, 5;
medic., ducere alvum, rilassare il ventre (con clisteri e altro), CELS.; ducere sanguinem, succhiare il sangue (di sanguisuga), COL. 6, 18, 1.
● Imper. arc. duce per duc, PL.; inf. pres. pass., ducier per duci, TER.; perf. sinc. duxti per duxisti, VARR. e a.; inf. perf. sinc. duxe per duxisse, VARR. e a.

Il prefisso “se” ci dà invece non pochi problemi. In quanto pronome riflessivo di 3a persona, si declina (tanto per il maschile quanto per il femminile e tanto per il singolare quanto per il plurale) nel seguente modo:

Nominativo: –
Genitivo: sui (di sè)
Dativo: sibi (a sè)
Accusativo: se (sè)
Vocativo: –
Ablativo: se (da sè, con sè) 5

Consideriamo pertanto solo Accusativo ed Ablativo:

Nel primo caso abbiamo un complemento oggetto (ossia Risponde alle domande: “Chi? Che cosa?”);
Nel secondo caso abbiamo una grande varietà di complementi (giusto per complicarci ancora di più le cose), ma i complementi che, da un punto di vista logico, sembrano più idonei al nostro caso, sono sicuramente quelli di moto da luogo, allontanamento, origine.

Posto che il primo caso non avrebbe senso (condurre/guidare/portare/uscire se stessi ?), non ci rimane che prendere in esame il secondo caso, ossia condurre da sè, quasi come voler dire distogliere dalla propria strada: questa soluzione è tendenzialmente coincidente con il 3° punto sopra.

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"Le Vieux Séducteur" di Charles Motte

Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: posto che non siamo più nel Medioevo (in cui tutto ciò che andava contro la rigidità della bigotta morale cristiana era opera di Satana), e considerato che il peccato di essere “traviati” dalla propria strada in realtà non è nient’altro che la diretta conseguenza di un desiderio inconscio insito nella propria natura umana, finalizzata ad avere una vita “magicamente” più appagante dal punto di vista emotivo, ha senso continuare a dare alla parola seduzione un’accezione negativa?

La risposta è scontata: se una volta era credibile, nell’ignoranza dell’immaginario collettivo, una figura maligna e distruttiva che ti distoglie dai tuoi obiettivi per il semplice gusto di farlo, al giorno d’oggi siamo abbastanza colti e maturi per dire che, almeno nella società italiana odierna, tutti sono tendenzialmente egoisti e pensano essenzialmente agli affari propri, ignorando ciò che fanno gli altri; se c’è un interesse nei confronti degli altri, allora in qualche modo c’è in ballo un tornaconto personale (che alla fine si basa su un appagamento istintivo/emotivo e poco conta se sia presente un fattore economico come mezzo).

C’è tuttavia una seconda domanda da farsi, ossia: portati via da se stessi, va bene, ma verso cosa?

Sicuramente verso ciò di cui siamo attratti.

A questo punto, più che sull’origine del termine (che poco fa scalpore ed, anzi, riflette solo una naturale reazione del nostro inconscio dettata da uno stimolo esterno più coinvolgente rispetto a ciò che si sta facendo in quel momento), è molto più sensato e produttivo che il nostro focus vada spostato su ciò verso il quale vi è un cambio di rotta, ossia l’attrazione.

A conferma di questa tesi, più che dal punto di vista etimologico, in merito all’uso del termine, oltre a Cicerone, ci sono di ausilio anche diversi importanti storici autori latini: tra questi troviamo ad esempio Plauto (commediografo romano di Sarsina, vivente nel periodo 255-250 a.C. – 184 a.C), che nelle sue “Le Venti Commedie”, con l’espressione “Nam me hodie senex seduxit solum, seorsum ab ædibus”, utilizza la parola Seduzione con il significato logico di “tirare verso di sè” (parte di questa citazione è menzionata sopra, all’interno della 4a definizione della Seduzione, ovvero la traduzione di “seduco”).

La vera domanda che a questo punto dobbiamo porci è quindi semmai “Come facciamo ad essere noi il magnete attraente, che guida/tira via?”

Ed ecco che ora la Seduzione, spostando il focus su di noi, trova finalmente un senso più completo e distaccato dai limiti di qualsiasi forma di contesto storico, culturale e religioso in cui ci si ritrova: da un punto di vista logico e costruttivo, e dall’uso ripetuto nella letteratura latina, la definizione più corretta sulla Seduzione, seppur non perfettamente coincidente con l’originario punto di vista etimologico, è pertanto quella di CONDURRE A SE’.

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3) SEDUZIONE: Significato

Dopo il nostro Excursus arriviamo quindi ad una soluzione concreta sulla Seduzione, che possa essere interiorizzata e concretizzata nella realtà.

Questo articolo ora cambia forma, ergo d’ora in avanti saremo molto più diretti e meno tecnici, pur senza compromettere il livello dei contenuti: se la teoria sulla parola Seduzione ti è bastata, allora chiudi questa pagina e dedicati ad altro; se vuoi addentrarti in ciò che significa realmente la Seduzione (che sta alla base dei nostri servizi/corsi di seduzione), allora prosegui pure con la lettura.

La SEDUZIONE è stile di vita.

Punto.

Non esiste regola, metodo, tecnica applicabile alla massa che possa trasmettere in maniera totalitaria e sicura un argomento tanto vasto e condizionabile.

Daresti una definizione sicura e schematica all’insieme di emozioni che hai provato in una giornata? Bene.

E all’insieme di emozioni che hai provato in tutti i giorni della tua vita? a questo daresti la stessa definizione sicura e schematica?

LA SEDUZIONE NON è UNA SCIENZA ESATTA.

Se lo hai creduto fino ad ora, è arrivato il momento di ricrederti.

Pena: la perdita di troppe occasioni, per via di quel che è, sostanzialmente, una limitazione mentale.

Ora, però, voglio scendere un po’ più nello specifico perché, una bella definizione, una forma accattivante, senza una sostanza di base, è soltanto fumo.

La SEDUZIONE è comunemente SCIENZA STATISTICA, ma la SEDUZIONE VERA si basa sulla NATURA UMANA.

Esistono infatti PRINCIPI che regolano quello che noi definiamo “Seduzione”, che possa essere concepita nei confronti di uomini, donne, in ambito sociale, personale, lavorativo (…).

Questi princìpi sono alla base del processo seduttivo verso il mondo che ci circonda, e si fondano su natura umana, mente del singolo individuo e contesto sociale in cui si vive (il nostro lavoro getta infatti le basi infatti su studi, ricerche e teorie di Antropologia, Psicologia e Sociologia, oltre che su esperienze personali, dirette ed indirette).

Sedurre, a partire dalla concezione più originale del termine, porta al significato di “condurre a sè”.

Chi?

Tutto e tutti.

O, quanto meno, chi vogliamo entri a far parte del nostro mondo, senza esclusione di uomini e donne, per una qualunque tipologia di rapporto.

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SEDUZIONE SIGNIFICA “CONDURRE A SE’”.

E qui, mettiamo un altro punto.

Purtroppo, al giorno d’oggi, si è fatto di questo termine un vero e proprio principio di marketing e quindi un mezzo, per molti, per arrotondare a fine mese.

“Eccoti svelate le tecniche per avere tutte le donne che vuoi” (che quando già sento la terminologia “tecnica”, avverto salirmi un brivido), “solo qui tutto quello che non ti è mai stato svelato per rimorchiare una ragazza” (altro brivido), “il metodo infallibile per rimorchiare la donna dei tuoi sogni”.

Ci siamo capiti.

Per quanto la massa ricerchi la strada facile e l’immediatezza, ridurre un concetto tanto ampio, articolato, soggettivo quale è la Seduzione, a terminologie superficiali, quali “rimorchiare” e “tecnica”, è un qualcosa di assolutamente errato, concettualmente fuorviante e stupidamente ignorante.

A tal proposito, sfatiamo alcuni dei miti più comuni (e comodi) sulla Seduzione:

La Seduzione NON è imbroglio.
La Seduzione NON è maschera.
La Seduzione NON è ostentazione/ego.
La Seduzione NON è “rimorchiare”.
La Seduzione NON è un insieme di “2” tecniche del cazzo.

Lo so: fa male.

Ma guarda il lato reale e positivo della cosa: ora lo sai e hai modo di porre rimedio ad una concezione sbagliata che puoi aver mantenuto finora, e/o partire da zero con la giusta inclinazione nei confronti di questo Mondo.

Questo perché il lavoro principale non va fatto sulla persona che abbiamo di fronte, ma sulla nostra MENTE.

E’ da lì che, attraverso lo sviluppo della propria personalità seduttiva, prende vita la Seduzione.

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4) SEDUZIONE E PERSONALITA’ SEDUTTIVA: Linee Guida

La mente è spesso bastarda, ovvero tende ad ingannarci, se non siamo disposti a darle la corretta impostazione.

Ripartiamo da 3 Punti Essenziali per metterla subito in quadro:

1) MENTALITA’

I feedback che ricevi dall’esterno sono la diretta conseguenza della tua Mentalità, non solo in termini di risultati oggettivi, ma soprattutto in termini di percezione di essi e della Realtà che viviamo.

E da questo principio non ti schiodi.

Puoi leggere tutti i manuali che vuoi.

Puoi anche scriverli.

Ma chi avrai di fronte noterà SEMPRE la tua congruenza con ciò che dici di essere e quello che realmente è la tua MENTALITA’.

E a quel punto, la verità, verrà a galla.

Sempre.

A tuo vantaggio o svantaggio, in relazione a quanto sarai disposto a lavorare su te stesso, a prescindere dalle conseguenze e dai sacrifici.

2) ATTEGGIAMENTO

La MENTALITA’ verrà, poi, tramessa attraverso il tuo ATTEGGIAMENTO e anche questo necessiterà della corretta impostazione, in relazione a quello che è la TUA PERSONA

(e non la persona che qualcun altro vorrebbe che tu fossi, magari insegnandoti schemini e “tecniche”).

Ma se non sarai il primo a voler REALMENTE scoprire chi sei, ad affrontare i tuoi demoni, a farli emergere, a renderli utili al tuo scopo, allora rimarrai sempre nel limbo del “se soltanto fossi…”.

E ti dirò di più: te lo meriteresti.

Il tuo atteggiamento è la diretta conseguenza della tua mentalità e se alla base non avrai lavorato a dovere su quella, allora ti sarà INUTILE tentare di perfezionarlo, a prescindere da qualunque sia il tuo metodo d’azione per renderti “unico” agli occhi di chi hai di fronte: di fatto fingeresti di essere quello che non sei e, puntualmente, verresti scoperto.

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"James Bond e Sylvia Trench" - Tratto dal Film "Licenza di Uccidere (Dr. No)" di Terence Young - Anno 1962

3) CALIBRAZIONE

Per ultima, e quindi a valle di MENTALITA’ e ATTEGGIAMENTO, abbiamo la CALIBRAZIONE.

Verso chi hai di fronte, nei confronti di chi ti parla e ascolta, nei confronti di chi vuoi CONDURRE A TE.

Ripeto: avviene solo come ultima fase.

L’errore che fanno tutti è proprio quello di considerare queste voci in ordine contrario e, nei casi peggiori, nemmeno considerarle tutte.

Ma come puoi vedere, di 3 voci riportate, alla base del nobile processo di vita quale è la Seduzione, i due terzi riguardano la TUA PERSONA e soltanto UNA, gli altri individui.

Ora, la scelta è soltanto tua.

Questa pagina non nasce dal presupposto di voler convincere qualcuno o gettare polvere sul mondo, ma solo far finalmente chiarezza e fare aprire gli occhi, secondo quella che è la prospettiva (nel bene e nel male) REALE di questo intrigante mondo, detta da chi ne è rimasto fin da subito affascinato.

La questione è molto semplice: sei disposto a metterti in gioco e a lavorare su te stesso, per poter far emergere in maniera naturale ciò che veramente caratterizza la tua NATURA SEDUTTIVA? Bene, inizia a farti il culo, perché non sarai mai arrivato, ma le soddisfazioni giungono prima ed appagano di più, se meritate e sudate.

Il resto sono ego e comfort, dettati dall’accontentarsi.

Ovviamente, ognuno è libero di compiere le proprie scelte: non mi reputo (e mai reputerò) autorizzato a giudicare quelle di un’altra persona.

Possiamo essere critici solo nei confronti di noi stessi.

Ma proprio in relazione a questo principio, sovente giunge il detto “chi è causa del proprio mal…” .

Ci siamo capiti 😉

Un abbraccio,
Lo Staff di IN Attraction

1 Wikizionario
2 Dizionario Etimologico On Line
3 Treccani – Vocabolario On Line
4 LUIGI CASTIGLIONI & SCEVOLA MARIOTTI, “IL Vocabolario della Lingua Latina”, Loescher, 4a Edizione, 2012
5 RAFFAELE GIOMINI & PASQUALE COSI, “Capitolium”, Società Editrice Dante Alighieri, 1998.

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