Secondo uno studio esposto nel libro “The Man’s Guide to Women” di John Gottman (professore emerito presso la facoltà di Psicologia della Washington University), le lamentele delle donne nei confronti dei propri partner sono principalmente due:

1 – “Non c’è mai per me”;

2 – “Non c’è abbastanza intimità e connessione”

In molti casi, queste lamentele sono tra loro correlate.

Le donne in questione essenzialmente si sentono sole (anche se di fatto hanno una relazione stabile) e non credono che i propri uomini possano essere presenti nel momento del bisogno. Nella maggior parte delle volte, questo “essere presenti” è inteso dal punto di vista emotivo, ergo le presunte mancanze maschili sono nell’ascolto, nel prendersi cura e nel rincuorare.

Al contrario, gli uomini avanzano due grandi (ma semplici) lamentele nei confronti delle donne:

1 – “Ci sono troppi scontri/diverbi”;

2 – “Non c’è abbastanza sesso”.

E’ interessante notare che anche questi uomini si sentono soli, nonostante anch’essi siano parte di una coppia. Dallo studio emerge altresì che gli uomini in realtà vogliono intimità tanto quanto le donne, ma la sentono quando ci sono meno scontri e ci sono più rapporti sessuali.
Queste differenti lamentele sono causalmente correlate: si innesca pertanto un circolo vizioso in negativo che può seriamente portare alla rottura e/o al “guardarsi intorno” per cercare un partner “migliore”, che soddisfi le proprie esigenze.
Questo insieme di insoddisfazioni può essere affrontato e risolto attraverso una semplice abilità, chiamata “sintonia/empatia”. Quando gli uomini si “sintonizzano” alle loro donne, ci sono meno scontri, i rapporti sessuali sono più frequenti (e migliori) e sia gli uomini che le donne non hanno più la percezione di sentirsi soli.

L’empatia conduce alla vera e propria connessione emotiva (“comfort”), che a sua volta porta ad avere fiducia, che a sua volta porta gli uomini a soddisfare le esigenze femminili relative ai primi due punti sopra esposti.
Negli studi affrontati dall’autore, è stato chiesto a uomini e donne, se si sentivano di poter parlare con i loro partner in casi di tristezza, rabbia o carenza di affetto ed è stato scoperto un dato fondamentale: gli scontri di coppia sono principalmente causati dagli uomini, che respingono le emozioni delle donne, invece di sintonizzarsi con loro.
In verità non vi è mala fede in questo gesto: si respingono le emozioni di una donna ogni qual volta si tenta di “aggiustarle”, ossia distraendo la partner da loro, riducendole al minimo, beffeggiandole, o ignorandole del tutto.

L’autore esorta pertanto ad imparare e sviluppare questa abilità relativamente semplice e fondamentale, affinchè il rapporto dell’uomo nei confronti della propria donna cambi profondamente (la sintonia/empatia dà i propri benefici anche nell’ambito lavorativo, nell’ambito familiare ed in tutti gli altri rapporti).
La ricerca termina con la scoperta che gli uomini che hanno imparato la “sincronizzazione emotiva” hanno ottenuto ciò che fondamentalmente volevano dalle loro relazioni, ossia meno divergenze e più sesso.

In conclusione, reputo personalmente interessante lo studio in questione, i cui esiti vengono confermati dalle mie esperienze lavorative: per quanto la sintonia/empatia sia poco congeniale all’attrazione, nelle dinamiche di un rapporto di coppia la comunicazione, l’ascolto e la verbalizzazione dei propri sentimenti e dei propri stati d’animo è essenziale per instaurare delle connessioni sempre più frequenti, che solidificano il rapporto.
Tuttavia, peccherei in disonestà intellettuale se sposassi la tesi del Prof. Gottman, secondo cui il passo per entrare in empatia spetterebbe unicamente all’uomo: in una società in cui c’è l’assoluta parità dei sessi, niente è dovuto e tutto va conquistato, non vi è ragione valida (neppure a livello antropologico) per cui la donna debba limitarsi alle lamentele e ad aspettare che sia l’uomo a sintonizzarsi con lei.
Posta infatti la maggiore emotività che la caratterizza a livello mentale, la donna è addirittura maggiormente predisposta, rispetto all’uomo, a percepire lo stato d’animo altrui, ergo ad entrare più facilmente in connessione con il sesso opposto: questa grande qualità, innata, non può di certo rimanere inutilizzata.

 

Un abbraccio,
Henry – IN Attraction

 

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