Seduzione

Come attaccare bottone con una ragazza

di 20 Dicembre 2018 Maggio 13th, 2020 No Comments

Quante volte mentre sei in un negozio, al lavoro o semplicemente camminando per strada, incrociamo ragazze con le quali vorremmo scambiare due chiacchiere e gettare le basi per una conoscenza? Oppure alla fermata del bus: lei ti si mette di fianco nonostante abbia tutto lo spazio del mondo e cazzeggia distrattamente col telefono. Una vocina ti suggerisce che forse è lì proprio perché sta aspettando di essere approcciata e un’altra ti fa porre la domanda del secolo: “e mó che cazzo le dico??? “.
Nel frattempo hai pensato quattrocento frasi diverse ma non sai decidere quale sia la più adatta al contesto. Il bus è arrivato, lei è salita, hai perso un’occasione e ancora stai pensando a che reazione avrebbe potuto avere lei.
A quel punto una domanda sorge spontanea: come attaccare bottone con una ragazza?

Allora, posto che siamo nell’era di internet e contro il progresso non si può andare, principalmente le persone si conoscono tramite i social o al massimo ci si conosce tramite amicizie comuni.

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É molto probabile che la ragazzaa che volete approcciare abbia una chat aperta con uno, un’altra con l’invito per l’aperitivo e l’amico del cugino che è un così caro ragazzo che la vuole assolutamente conoscere.

Quindi non è che te ne puoi approcciarla con una cosa normale. Serve una frase di impatto, che ci faccia svettare su tutti gli altri e che ci faccia apparire profondi, brillanti, sensuali e simpatici allo stesso tempo…ecco, GRANDISSIMA STRONZATA!! La frase magica NON ESISTEcosì come non esiste quella sbagliata a priori.

Esiste semmai il modo di dire le cose. Esistono frasi di apertura o opener, che contestualizzate correttamente offrono più probabilità di successo rispetto ad altre, ma di questo se ne parla approfonditamente nei nostri corsi live e nell’articolo Come approcciare una ragazza.

Alla domanda ” cosa le dico? “, si potrebbe tranquillamente rispondere “quello che vuoi”. Ciò che fanno veramente la differenza sono altri punti, che non è possibile buttare giù in quattro righe e vengono trattati appunto, nei corsi.

Qui stiamo parlando di frasi d’approccio, quindi vediamo più attentamente quelle: in soldi spicci, esistono tre tipi di opener, il primo, e secondo me più facile, è il diretto, quando cioè si va dritti al sodo. Dite la verità porco Giuda, la volete conoscere, diteglielo e basta, a mio sindacabilissimo giudizio è il modo più funzionale perché leva molti fronzoli all’interazione, a lei è ben chiaro cosa siete lì a fare, e dato che sono un povero essere umano intorno alla trentina che già c’ha il commercialista vampiro, i dolorini alla cervicale e le emorroidi che prima o poi arrivano se non mangio meno salato, mi ci manca solo un quarto d’ora ad interazione per far capire che non mi interessano veramente i corsi di yoga ma volevo conoscere lei. Il secondo è chiamato contestuale, ed è il modo di aprire ( o attaccare bottone ), collegato al contesto o al luogo dove vi trovate con la ragazza che volete conoscere, se ad esempio siete ad un concerto potrebbe essere un commento sul gruppo che suona, oppure chiedere un parere sul locale, ma ripeto, a parte che spesso la prima frase che avete detto, se l’interazione va bene, non viene nemmeno ricordata, quello che dite ha pochissima importanza, e anche se non mi piace come definizione, altro non è che una scusa per parlare con una ragazza, e prima vi staccate dall’opener e andate sul personale, meglio è. Casomai potete capire LEI attraverso i suoi punti di vista su tale cosa o talaltra, l’importante è che l’interazione passi dal focus iniziale, cioè il contesto, al focalizzarsi su di lei. Tanto parliamoci chiaro, lei lo sa benissimo che gira e rigira siamo lì per provarci, e aprire con un contestuale non deve significare assolutamente nascondersi dietro un dito. Il terzo ed ultimo tipo è l’opener indiretto, e si piazza a metà tra il diretto ed il contestuale. Cioè palesa il nostro interesse verso di lei ( lo so, lo so, bestemmia, mai e poi mai deve sapere che ci interessa, piuttosto la morte ecc.ecc., altra stronzata che gira su una moltitudine di blog, gruppi e siti del vero maschio alpha che le fa cadere ai suoi piedi con la sola imposizione dell’ascella. Nel mondo reale se ce la tiriamo troppo, ci mandano GIUSTAMENTE a fanculo e si scopano GIUSTAMENTE un altro.), ma senza dirle che, alla lettera, vogliamo conoscerla.Anche in questo caso è più importante focalizzarci sulla conoscenza personale che su altro. Fondamentale in tutti e tre i casi è la coerenza con cui facciamo le cose. La convinzione. E soprattutto levarsi dalla testa sta cosa che si sta facendo qualcosa di “sbagliato”, o brutto o che non si può fare.Perché è logico che se ti avvicini, ma pure a me, non solo ad una ragazza, col fare da spia dei film sulla Germania est e mi sbiascichi na roba incomprensibile a dieci centimetri dall’orecchio magari lasciando pure un goccio di bava sulla spalla, il risultato non sarà dei migliori, e puoi anche avermi svelato il mistero di Fatima che manca, se terzo o quarto non ricordo, ma sarebbe andato meglio il più banale dei “ciao”, detto nella maniera convinta di chi non ha nulla da nascondere.Ok, esiste l’ansia d’approccio, ma durante i corsi o una pratica assidua e costante ( una volta a settimana non lo è, per intenderci ), non sparisce ma viene giocoforza gestita. Sparisce invece la convinzione che ci sia qualcosa di male ad interrompere la partita a pes per andare a dire alla vicina che guardiamo passare davanti alla finestra con gli occhi iniettati di sperma ( noi, non lei! ), che vogliamo scambiare due chiacchiere con lei.Eh ma poi ci faccio la figura di merda…bene…magari la faccio per davvero, ma sarebbe una figura di merda molto peggiore quella che farei con me stesso davanti allo specchio sapendo che continuo a guardarla con gli occhi iniettati di sperma.Quindi diretto, indiretto, contestuale vedete voi quale preferite, tanto se l’interazione va bene si ricorderà a malapena che cavolo avete detto…hanno molta più importanza la convinzione e la coerenza che ci mettete.

Basta pensieri: AGISCI!

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